La collezione di cartamoneta in Italia si è diffusa abbastanza recentemente,
al contrario dei paesi esteri dove è affermata da decenni. I primi cataloghi di
cartamoneta in Italia sono apparsi attorno agli anni sessanta. Oggi uno dei
cataloghi più affermati e diffusi è il catalogo Alfa
di Torino con due edizioni, una completa dal 1746 con tutte le banche
pre-unitarie sino alla Banca D'Italia (costo dell' edizione 2002 € 103,30) ed
una ridotta, comprendente, la Banca D'Italia, Occupazioni, Banca Nazionale nel
Regno e Biglietti consorziali (costo dell' edizione 2008 € 15,00). Altro
ottimo catalogo è quello curato da Crapanzano-Giulianini
(costo dell' edizione 2004 € 9,00)
Il valore della cartamoneta viene determinato dalla rarità e dallo stato di
conservazione.
Una raccolta che può avere un buon futuro commerciale deve tener conto della
qualità e dello stato di conservazione.
La rarità è stabilita in base a molti fattori che la influenzano in maniera
più o meno predominante, la tiratura determina il numero di pezzi stampati ed
in genere minore è questo numero, più alta è la rarità ma molte sono le
eccezioni ( serie ritirate o distribuite in modo non omogeneo ec). E comunque il
mercato o meglio il numero di pezzi disponibili sul mercato ad influire nel modo
più pesante sulla rarità.
La conservazione è importantissima per stabilire il valore di una banconota,
ed è stata schematizzata in sigle allo scopo di semplificare la catalogazione,
queste sigle sono:
- B = bella indica un biglietto molto circolato, con
macchie, piccoli strappi, scritte, colori sbiaditi, pieghe.
- Bb = bellissima indica un biglietto circolato ma in buone
condizioni senza rotture, senza parti mancanti o buchi di consumazione.
- Spl = splendida indica un biglietto poco circolato quasi
perfetto con lievi difetti.
- Fds = fior di stampa indica un biglietto senza pieghe
perfetto mai circolato.
- esiste la possibilità di classificazioni intermedie che utilizzano le
sigle precedenti seguite da un + o da un - oppure l'uso di due sigle es.
Bb-Spl classificazione intermedia tra Bb ed Spl.
Foto d'esempio
Posso dire che oggi le banconote italiane, sono rispetto alle banconote
straniere, a pari rarità, sotto quotate. per questo è consigliabile completare
le collezioni.
Serie speciali sostitutive
Sono le banconote che vengono usate per sostituire quelle
difettate o danneggiate durante la stampa che vengono distrutte e non emesse. Le
serie speciali colmano questo vuoto nelle mazzette in uscita dall' Officina
della Banca d'Italia.Ogni emissione è autorizzata da un apposito D. M. che non
compare sulle banconote che riportano le date dell'emissione originale. Si
identificano per la lettera usata, le lettere usate sono W ( usata fino alle
1000 del 1962 e per i biglietti di stato della Repubblica) X(usata dalle 1000
del 1963 in avanti) Z( usata solo per alcune serie delle 1000 Verdi 1° tipo),
tale lettera deve essere la prima del numero di serie.
Datazione (banconote
italiane)
Fino al 1982 la data di una banconota si può quasi sempre
ricavare dalla data dei decreti su essa riportati, il primo è il Decreto
Ministeriale delle caratteristiche che determina le caratteristiche
fisiche della banconota (dimensioni, colori, immagini, valore, ec) tale decreto
è unico per tutte le emissioni della stessa banconota. Il secondo decreto è il
Decreto Ministeriale di emissione (indicante il
quantitativo stampato e la data di emissione) tale
decreto indica la data di emissione della banconota ed ai fini pratici è la
data che più interessa. Dopo il 1982, dall’emissione del 1000 lire
Marco Polo in poi la data di emissione non è più riportata ma si deve ricavare
dalla seconda lettera che compare nel numero di serie.
Al fine della datazione si possono utilizzare anche i dati delle
"Firme del Governatore e Cassiere" anche se questo metodo si rende
necessari solo in pochi casi.
questi metodi si riferiscono alla Banca d'Italia per altre
banconote è necessario rifarsi ad un accurato esame di tutte le scritte
stampate, riportando eventuali firme o sigle.
Contrassegni
Il contrassegno è il simbolo dello stato posto a garanzia di
legittimità sulle banconote emesse dagli istituti autorizzati. I contrassegni
usati sulle banconote italiane sono:
-
Testina : testa di profilo rivolta a sinistra su fondo
rosso vermiglione in vigore dal 1896 al 1926 e dal 1943 al1947
-
Fascio Littorio : simbolo del ventennio fascista in
vigore dal 1926 al1943
-
Medusa : testa mitologica rosso vermiglione dal 1947
al1971
-
Leone di San Marco : attuale contrassegno in vigore
dal 1971
Notizie storiche
BUONI DI CASSA e BIGLIETTI DI STATO: sono banconote emesse
direttamente dal Tesoro per i bisogni di cassa. Si chiamano buoni di cassa i
primi biglietti del Regno e poi diventano, sino alla Repubblica, biglietti di
Stato.
BANCA D'ITALIA nasce nel 1893 dalla fusione delle antiche banche
pre-unitarie e cioè BANCA NAZIONALE NEGLI STATI SARDI, BANCA NAZIONALE TOSCANA,
BANCA TOSCANA DI CREDITO, BANCAROMANA, BANCO DI NAPOLI e BANCO DI SICILIA. La
Banca d' Italia fu banca d'emissione assieme al Banco di Napoli e al Banco di
Sicilia, fino al 1926, anno in cui divenne unico istituto d'emissione del Regno
prima e della Repubblica poi.
BIGLIETTI FIDUCIARI vennero così chiamati perché si
accettavano sulla fiducia dell' ente che li aveva emessi. Vennero emessi dal
1866 al 1874 in seguito ad una crisi monetaria causata dall'aumento dell'argento
che aveva portato i cittadini a tesaurizzare le piccole monete. Il piccolo
commercio si paralizzo e per far fronte a questo alcune banche, comuni, enti
vari,e privati, emisero dei biglietti di basso valore con i quali sopperirono
alla carenza di monete metalliche. Questi biglietti trovarono una maggior
diffusione al centronord rispetto al sud, in quanto al sud già esistevano già
le Fedi di credito e i Polizzini. Dei biglietti fiduciari sono stati catalogati
circa duemila pezzi. Questo settore del collezionismo della carta moneta è uno
dei più affascinanti in quanto permette di creare una raccolta di biglietti
strettamente legati anche alle realtà locali e di trovare pezzi rari con prezzi
contenuti.